INCLUES
Chiavi per il potenziamento dell’apprendimento
Inclusivo e cognitivo nelle scuole

  Obiettivi della Rete

Area Tematica
Spiegazione e Background
Obiettivi
Destinatari
Impatto previsto per ogni gruppo (destinatari)
Attivita
Elementi di innovazione


 

 Area Tematica

Educazione inclusiva e cognitiva

L’educazione inclusiva (1) veicola un’educazione adattata, personalizzata, per tutti i bambini in gruppi paritari e relativi all’eta, attraverso una varieta di bisogni, abilita e livelli di competenza. Per esempio insegnare a bambini con difficolta nell’apprendimento (a prescindere dalla causa – sociale o dovuta alla disabilita) insieme a bambini che apprendono normalmente.

L’educazione cognitiva concerne l’attivazione delle abilita cognitive di base di un bambino (utili all’apprendimento di abilita accademiche di base, cosi come l’apprendimento adattivo sociale, motorio, artistico ed emotivo), al fine di sviluppare la propria capacita di apprendere come imparare, per trovare le “chiavi” dell’apprendimento. Da qui il nome IN-CLUES

(1) in inglese, lingua veicolare del progetto, i termini prescelti sono: “inclusion”, “inclusive” …ecc. . “Integration” sembrerebbe collegato soprattutto all’idea di integrazione relazionale e sociale; avrebbe, percio, una valenza estranea (se non contrastante) rispetto al contesto prettamente scolastico dell’integrazione, che comprende, appunto, anche la dimensione cognitiva e degli apprendimenti. In italiano i termini corrispondenti sono: “integrazione”, “integrante” … che riflettono (anche culturalmente) un approccio all’educazione dell’individuo e del cittadino che, pur non trascurando le acquisizioni prettamente cognitive, culturali, operative e procedurali, finalizza l’Integrazione Scolastica alla piena realizzazione del dettato costituzionale e della piena partecipazione dei cittadini. Percio, d’ora in poi, i termini relativi all’integrazione scolastica saranno tradotti, laddove possibile, tenendo conto del contesto linguistico e culturale italiano (come di quello francese, spagnolo …), in cui i termini utilizzati ruotano tutti intorno al concetto di Integrazione. Un altro termine che necessita di precisazione e “mainstreaming”: esso esprime l’idea del diritto all’inserimento nel tipo di formazione che il sistema educativo nazionale prevede, e (a seconda dei paesi) non necessariamente in classi comuni, ma anche in istituzioni e classi speciali. Nell’ambito di questo progetto, considerandone le finalita, il termine “mainstreaming” sara sempre tradotto facendo espresso riferimento all’integrazione nelle scuola comune.

 

 Spiegazione e Background

•  Bisogni

  • L’Integrazione Scolastica e un movimento mondiale, basato su un tema basilare relativo ai diritti umani,che ogni bambino, qualunque sia il livello di difficolta, dovrebbe avere il diritto ad un istruzione di alta qualita definite individualmente insieme ai compagni piu abili, e non essere escluso dall’istruzione comune a causa di una certa difficolta di apprendimento. Altre ragioni per l’ Integrazione sono che le scuole comuni sono I posti migliori in cui sviluppare competenze sociali e cognitive per tutti, ammesso che sia presente un atteggiamento accogliente. La IE (“inclusive education”) e diventata una politica ufficiale promossa dalle Nazioni Unite (UNESCO, Conferenza di Salamanca 1994)come dall’Unione Europea (clausole di non discriminazione nel trattato di Maastricht, Amsterdam e Madrid).
  • Persino in paesi dove la legislazione esiste (in Italia e in Norvegia gia da 25 anni,nel Regno Unito da circa 10 anni e nei Paesi Bassi piu recentemente), c’e ancora un ampio disavanzo tra volonta e pratica locale nella realta a causa della mancanza di esercizio, organizzazione, atteggiamenti e abilita degli insegnanti. In paesi in cui l’Integrazione Scolastica e quasi inesistente, tranne che per coloro che, molto intelligenti, apprendono rapidamente (paesi dell’ex Europa dell’est, Belgio), cio avviene parzialmente a causa dei finanziamenti (quello per I bisogni speciali e destinato alle scuole speciali e non all’Integrazione), in parte a causa della mancanza di approccio e di formazione.
  • D’altro canto, la nostra societa moderna richiede lo sviluppo di abilita cognitive di base per tutti per l’adattamento ai cambiamenti sociali e tecnologici. Senza un minimo di abilita cognitive non si puo accedere ai molti aspetti dell’informazione, della tecnologia, della vita economica e delle relazioni sociali. Nel 1995 il LIBRO BIANCO “Verso una societa cognitiva” della commissione  Europea, sottolineo il bisogno di trasformare I sistemi educative e gli stili di insegnamento tra cui le abilita di insegnare i pensieri, al fine di insegnare alle generazioni piu giovani come imparare ed adattare. Tuttavia, nonostante le pur scarse iniziative intraprese dai responsabili delle politiche educative degli stati membri, il sistema educativo continua ad essere molto esclusivo piuttosto che integrativo.
  • Esiste ancora una percentuale piu elevate del 5% di ragazzi provenienti da contesti socioeconomici deprivati nell’educazione speciale. Questo rinforza il circolo vizioso: istruzione scarsa, impiego di basso profilo, opportunita sociali scarse, esclusione sociale, conferma nella generazione successiva. Questi ragazzi non frequentano la scuola comune (5). Ma per mantenerli nelle scuole comuni, gli atteggiamenti, l’organizzazione ed i metodi di insegnamento e di valutazione necessitano di un cambiamento .
  • Non e sufficiente, per prevenire l’esclusione sociale successive, inserire semplicemente “ragazzi a rischio” nelle scuole normali. Ben presto abbandonerebbero o non imparerebbero nulla, se nulla viene realizzato per fornire ad essi un’esperienza positiva.
  • Una caratteristica comune dei ragazzi (o in generale delle persone ) “a rischio di esclusione” dal sistema educativo, perché non riescono nel sistema educativo classico (e da questo non ottengono il titolo, il lavoro, ecc. ) e il loro funzionamento cognitivo deficitario. Questo puo essere rinforzato da una stimolazione cognitiva povera, o dalla mancanza di un’educazione adatta nell’ambito familiare cosi come nel sistema scolastico. Questa deficienza cognitiva e reversibile ( persino, in un certo qual modo, per coloro con una cosiddetta disabilita “organica”    ), purché siano attivati in maniera adeguata . Questo puo essere realizzato nelle famiglie e nelle scuole, utilizzando una varieta di programmi di stimolazione cognitiva.
  • C’e un livello pericolosamente insufficiente di pensiero critico nei giovani, che comporta una diffusione paneuropea di pensiero estremistico e di ristrettezza mentale. Percio c’e un bisogno di sviluppare abitudini di pensiero critico nei giovani: di imparare come pensare ed agire bene, di imparare l’apertura mentale, un pensiero significativo. Cio e collegato ai bisogni sociali: allo sviluppo dei valori sociali, ad esempio della democrazia, il rispetto per le opinioni e gli stili di vita degli altri. Le scuole  che integrano creeranno un atteggiamento piu umano e di accoglienza.
  • Un nodo problematico e la mancanza di una formazione e dello sviluppo di un atteggiamento (2) degli insegnanti idonei all’acquisizione di un “atteggiamento integrante”, di metodologie su come integrare, insegnare e valutare un’ ampia gamma di ragazzi con vari livelli di competenza e di difficolta, cosi come (3) la mancanza di una formazione nelle metodologie cognitive e nell’insegnamento orientato al processo di “imparare come imparare”. Collegata a cio e una certa rigidita negli atteggiamenti degli insegnanti, una uniformita nelle modalita di insegnamento e valutazione. Gli insegnanti dovrebbero essere resi consapevoli di altri approcci: l’istruzione cognitivo-mediata, l’uso della creativita, della musica, dell’arte. Le strutture formative degli insegnanti, cosi come i progetti di formazione post-laurea, hanno percio questo compito.
  • Un altro nodo problematico e il modo in cui i ragazzi sono valutati. Man mano che si opera la selezione secondo gli standard (cosi come e imposto dalle varie procedure d’esame, cognitive e accademiche), cio probabilmente determinera una maggiore esclusione. Lavorare in rete collegando individui ed istituzioni che abbiano esperienza e coloro che sono consapevoli del bisogno di cambiare ed imparare, e una necessita finalizzata alla creazione di un impulso al cambiamento.

 •  Background

  • Alcuni dei partner hanno lavorato insieme in precedenti progetti Europei di collaborazione (Helios II, Leonardo, Comenio, Pari Opportunita ), nel campo dell’educazione “inclusive”, dell’educazione cognitiva o di ambedue, o si sono incontrati nel corso di conferenze su tematiche di carattere educativo. Vari partner indipendentemente l’uno dall’altro, hanno sviluppato una considerevole esperienza in questo campo, spesso elaborando I loro propri metodi. Quattro di essi hanno lavorato insieme nel corso di un progetto Comenio INSIDE (57174-cp-3-2000-1-NO-COMENIUS-C31) (www.sclm.ua.ac.be), che ha consentito l’elaborazione di materiali e metodi innovativi. Un terreno comune per questa reale proposta di partnership e la condivisione dell’esperienza e della prospettiva [che l’integrazione dovrebbe procedere insieme all’attivazione cognitiva] e che ai differenti approcci alla formazione degli insegnanti, altrimenti l’Integrazione rimarrebbe soltanto “sociale” e non riuscirebbe. La combinazione dell’educazione “inclusiva” insieme alle metodologie dell’educazione cognitiva fornisce piu opportunita educative per coloro che sono minacciati di esclusione dalla societa (alcune persone con disabilita, con difficolta di apprendimento, minoranze socio-etniche con poche opportunita educative). Ma un ulteriore supporto e necessario per stabilire un “network” funzionante prima che possa vivere di vita propria. Vari prodotti sull’educazione cognitiva e le metodologie integrative necessitano di un forum per essere diffuse.

 

 Obiettivi

  1. Trasformare gli atteggiamenti degli insegnanti e la pratica in aula: il fine principale di questo progetto e rendere gli insegnanti (ed altri aventi un ruolo educativo, valutativo o formativo) piu consapevoli del potenziale nascosto di apprendimento di persone che sono “a rischio educativo” di bassa scolarizzazione o esclusione, e della loro capacita come insegnanti di sviluppare migliori esperienze e competenze di apprendimento (con lo sviluppo di attitudini diverse) e quindi escludere di meno.
  2. Promuovere l’educazione cognitiva insieme all’educazione “inclusiva”. L’accento sara posto sull’educazione cognitiva perché aiuta a sviluppare la mente del ragazzo al fine di acquisire i pre-requisiti di base del pensiero, che sono strumenti (mentali) per sviluppare l’autonomia  al fine di apprendere come imparare. Gli insegnanti devono lavorare per sviluppare nei ragazzi il piu alto livello di sviluppo cognitivo, sociale, motorio, artistico ed emotivo che sono “adattivi” rispetto al vivere nella societa moderna. A questo fine devono essere rieducati per insegnare in un modo piu orientato rispetto ai processi, ad individualizzare contenuti e gradi di difficolta e livelli di valutazione, a migliorare le esperienze e le competenze di apprendimento. Di qui il termine “clues” (indicazioni) nell’acronimo o – fornire indicazioni su come apprendere.
  3. Trasformare i sistemi scolastici, i programmi, e la formazione degli insegnanti, trasmettendo loro una dimensione cognitiva ed “inclusiva”.
  4. Scambio di esperienze implementando l’attivazione di metodi cognitivi e delle Buone Prassi di educazione inclusiva nei vari settori dell’educazione ; scambio di metodologie e prassi didattiche.
  5. Diffondere prodotti,  materiali,  esperienze e  metodologie finalizzate all’Integrazione scolastica e all’educazione cognitiva;  in primo luogo i materiali che sono stati elaborati in precedenti progetti Europei, come il progetto INSIDE (progetto Comenio), ma anche altri interessanti materiali.
  6. Promuovere approcci didattici innovativi rapportati a diverse “forme di intelligenza”: accanto alle modalita di insegnamento logico verbali predominanti, anche la creativita, la musica, il teatro, il movimento, ecc.
  7. Promuovere diversi, piu dinamici sistemi di valutazione e di ”assessment” delle capacita cognitive da parte dei servizi di orientamento scolastico, cosi come di conoscenza e abilita da parte delle scuole stesse. Gli psicologi devono “ri-orientare” la loro valutazione, piu in direzione dei processi di apprendimento che verso prodotti standard.

 

 Destinatari

Diretti:

  • Insegnanti (scuola dell’infanzia, primaria e secondaria) nelle scuole comuni
  • Insegnanti per i bisogni speciali che lavorano con ragazzi dalle difficolta di “apprendimento” in senso lato).
  • Staff riabilitativi che operano con ragazzi che presentano bisogni speciali con difficolta cognitive, motorie, relazionali anche presenti contemporaneamente.
  • Psicologi scolastici che effettuano “assessement” educativi.
  • Dirigenti scolastici
  • Ispettori scolastici
  • Staff di consulenza specialistica
  • Formatori degli insegnanti
  • Responsabili delle politiche educative
  • Genitori di ragazzi con bisogni educativi speciali

Questo gruppo di destinatari e necessariamente ampio: l’integrazione scolastica e l’attivazione cognitiva possono avere successo solo in un contesto significativo in cui tutti lavorano insieme. Al fine di produrre un cambiamento significativo verso un integrazione migliore ed un miglior sviluppo dell’apprendimento tutte le parti devono essere orientate a differenti livelli della “ecologia” (v.Brofenbrenner): il ragazzo, l’insegnante, le autorita, i genitori, la comunita e le leggi. Cambiare la legge senza cambiare gli insegnanti non ha molto senso (v. Italia). Anche cambiare l’insegnante senza cambiare la legge non ha molto senso (v.Belgio). Uno staff, dei metodi ed atteggiamenti ottimali a scuola, ma con uno psicologo che valuta lo studente in base al QI, bloccano altresi l’integrazione dello studente.

Il progetto non punta ad un gruppo di destinatari quantitativamente vasto, ma alla qualita.

Indiretti:

Studenti a rischio di fallimento educativo al di la dell’eziologia, in particolare ragazzi con difficolta generali e specifiche di apprendimento.

Anche il gruppo indiretto di destinatari  e necessariamente ampio: circa il 10 – 20 % in ogni classe non riesce a scuola ed e a rischio di estromissione dal sistema. In alcune scuole, dove c’e una concentrazione di ragazzi con difficolta, la percentuale e molto piu alta. Inoltre, l’attivazione cognitiva riguarda tutti i ragazzi: tutti i ragazzi hanno bisogno di imparare come imparare. Ma in alcuni, cio non avviene spontaneamente. L’Integrazione Scolastica puo essere definita come un approccio educativo piuttosto che come l’educazione dei disabili nella scuola commune. Percio il gruppo dei destinatari dell’integrazione scolastica e ampio (tutti I bambini “diversi“ compresi quelli altamente dotati, i deprivati e quelli in situazione  di disabilita).

 

 Impatto atteso per ogni gruppo di destinatari

  • Insegnanti (scuola dell’infanzia, primaria e secondaria) nelle scuole comuni: modifica dell’approccio da uno soprattutto “addestrativo”, orientato al prodotto ed agli standard, da uno stile di insegnamento che esclude ad uno stile di insegnamento basato sul processo, sulla mediazione, integrante, basato cioe sulla differenziazione; sviluppo di maggiori abilita nell’adattare materiali, nell’insegnare ad una varieta di bambini, nel cambiare i programmi, nell’attivare processi mentali
  • Insegnanti per i bisogni speciali (che lavorano con ragazzi dalle difficolta di “apprendimento”):
    Diventare piu esigenti rispetto ai ragazzi con bisogni speciali, piu orientati verso le attivita che integrano, sull’attivazione cognitiva
  • Staff riabilitativi che operano con ragazzi che presentano bisogni speciali con difficolta  di apprendimento: avere piu attenzione per i processi che stimolano l’apprendimento cognitivo  ed un atteggiamento di mediazione, capire il legame tra terapia ed apprendimento, avere un approccio valutativo piu dinamico, maggiormente orientato in direzione del potenziale di apprendimento piuttosto che in funzione della correzione dei deficit
  • Dirigenti scolastici: in ogni paese partner identificare almeno 2 scuole disposte a portare avanti progetti pilota nell’educazione inclusiva e cognitiva e nelle strategie di insegnamento mediato, consentendo allo staff insegnante di essere formato e monitorato; creare un clima piu integrante, accogliente, fare minori riferimenti all’educazione speciale, organizzare la diversita curricolare, incoraggiare nelle scuole un’insegnamento davvero orientato in base al processo
  • Psicologi scolastici che effettuano “assessement” educativi: Lavorare attraverso un approccio dall’alto verso il basso coinvolgendo le associazioni degli psicologi scolastici e un approccio dal basso verso l’alto attraverso il coinvolgimento delle riviste professionali e delle consulenze dirette sui bisogni speciali; invito a conferenze ed a gruppi di lavoro formativi; impatto = accresciuta consapevolezza del bisogno di adottare un approccio per l’ “assessement” piu dinamico come alternative al QI e ad altre forme di test. Se due psicologi /partner scelgono di intraprendere una vera formazione dell’”assessment” dinamici e la sua realizzazione con i ragazzi, questo potrebbe produrre alla fine un cambiamento per centinaia  di ragazzi
  • Staff di consulenza specialistica ( coordinatori dei Bisogni Educativi Speciali): per coloro che gia lavorano in situazioni inclusive (Norvegia, Italia, Regno Unito), invitarli a moduli formativi sull’educazione cognitiva ed alla loro applicazione con i ragazzi; per coloro che ancora non lavorano nella scuola comune, pensare di piu in termini di Integrazione, di sfida, di plasticita e modificabilita e diventare competenti nell’applicazione dei metodi di attivazione cognitiva
  • Formatori degli insegnanti: coinvolgere almeno un collegio di insegnanti in formazione per ogni partner, per diventare interessati all’introduzione di moduli sull’educazione cognitiva ed inclusiva
  • Responsabili delle politiche educative (Governo, Autorita Educative locali): coinvolgere almeno 2 responsabili delle politiche educative per partner, invitandoli a conferenze locali / internazionali o attraverso il coinvolgimento in comitati di consulenza per una politica che costruisca la “Inclusion”. In caso di cambiamento dei finanziamenti ( assegnazione di alcuni finanziamenti per i bisogni speciali al sostegno delle scuole e degli insegnanti che integrano; elaborazioni di regole piu flessibili tali da consentire una maggiore inclusione) cio produrra un cambiamento per centinaia di ragazzi

 

 Attivita

  1. Web Forum e discussione, notizie periodiche
  2. Collezione e pubblicazione sul sito di esperienze significative
  3. Raccolta e scambio di informazioni riguardanti le metodologie didattiche e i materiali educativi sull’integrazione scolastica e l’educazione cognitiva
  4. Organizzazione di seminari regionali e internazionali
  5. Promuovere l’organizzazione di workshop locali
  6. Monitoraggio dei miglioramenti locali con la realizzazione dell’integrazione scolastica e dell’educazione cognitiva
  7. Traduzione e diffusione dei materiali interessanti di docenti e studenti in spagnolo, italiano, olandese, lettone, norvegese, ecc.
  8. Riunioni di network con un numero limitato di esperti
  9. Lavoro editoriale: pubblicazione di una serie di speciali emissioni di una rivista professionale sugli argomenti della valutazione dinamica, dell’educazione cognitive e inclusive, un libro e un CD
  10. Coinvolgimento a livello nazionale/regionale delle autorita educative e dei principali attori dell’Integrazione

 

 Che cosa c’e di innovativo nel network

  • L’integrazione scolastica non e ancora comune nella maggior parte dei paesi; cio puo essere considerato innovativo nella misura in cui non rappresenta una politica governativa, una pratica commune o favorita attraverso finanziamenti e agevolazioni formative. Anche laddove esista integrazione, spesso essa e solo “geografica”: inserire lo studente nella scuola commune ma lasciarlo senza supporto o lasciare il programma intatto. Cio non e integrazione.
  • neppure l’educazione cognitive e commune in Europa. Nei pochi luoghi in cui e applicata, e ancora a livello pionieristico, applicata da singoli docenti. Alcune scuole speciali stanno cominciando a lavorare con essa, ma raramente nella scuola comune.  
  • senz’altro innovativa e la combinazione di integrazione e attivazione cognitive, l’idea che l’attivazione cognitive aiuta l’autonomia del ragazzo e di qui l’integrazione (cambiando anche gli atteggiamenti dei docenti)
  • generalmente I metodi sono diretti ad un gruppo ristretto di destinatari; esiste allora a mala pena un beneficio commune; il network proposto, al contrario, utilizza esperienza/pratica sui bisogni speciali per l’educazione commune e viceversa; gruppi destinatari diversi, dai bambini Rom a quelli con disabilita si avvantaggiano come quelli “normali” (sic) apprendendo come apprendere.
  • “apprendere come apprendere” e un concetto acquisito, ma cio che e innovativo e il modo in cui questo concetto e messo in pratica: vogliamo diffondere una selezione di metodi e approcci di provata efficacia.
  • L’idea di “valutazione dinamica” (contrapposta agli standard) e un’innovazione totale. E’ la chiave per un’integrazione positive perche riguarda I processi d’apprendimento.
 

INCLUES Italian updated on 26/03/2006